Consulta il sito del Monastero di Santa Chiara di Camerino www.sorellepoveredisantachiara.it e leggi tutto sulla canonizzazione della Beata Camilla Battista da Varano che avverrà il 17-ottobre-2010 a San Pietro a Roma alle ore 10:00

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Camilla nasce il 9 aprile 1458 nella corte dei Varano. Figlia prediletta di Giulio Cesare, signore di Camerino, trascorre la sua giovinezza immersa nel lusso della vita di corte. Nei progetti del padre, Camilla è destinata a un matrimonio di nobile convenienza, ma la sua vita assume una condizione imprevista.

Un venerdì santo si reca a una predica durante la quale il frate, Domenico da Leonessa chiede ai presenti di versare ogni venerdì almeno una lacrima, in memoria della Passione. Camilla, a soli 9 anni, prende sul serio questo proponimento e lo porta avanti con fedeltà, e spesso anche con grande fatica. Lo Spirito scava in lei lo spazio per accogliere il vangelo.

Un giorno Gesù le appare e le mostra il suo cuore nel quale lei vede scritto a caratteri d’oro il suo nome: “lo ti amo Camilla”. Inizia a farsi pressante dentro di lei la voce che la sollecita a prendere la decisione di dedicarsi completamente al servizio di Cristo. Ma lei non ne vuole sapere e comincia a lottare con Dio. Alla fine di questa intensa lotta spirituale, a 23 anni decide di entrare nel Monastero delle Clarisse di Urbino, 1481, assumendo il nome di Suor Battista.

Dopo soli due anni, gennaio 1484, fa ritorno a Camerino, nel Monastero che il padre ha costruito per lei. Negli anni successivi Sr. Battista chiede a Domenico Indivini di realizzare un coro ligneo oggi considerato di altissimo pregio.

Il Signore le dona singolari esperienze mistiche, delle quali troviamo tracce nei suoi numerosi scritti. Cristo crocifisso, le parlò rivelandole i suoi Dolori mentali. Muore a Camerino il 31 maggio 1524. Attualmente le sue spoglie sono custodite ed esposte al culto nella cripta a lei dedicata nella chiesa del Monastero.

Nel museo adiacente alla cripta sono collocati alcuni preziosi oggetti. Il 2 giugno, festa liturgica della santa, è concessa l’indulgenza plenaria.

Canonizzarione: 17 ottobre 2010 (Papa Benedetto XVI).

  • Monastero di Santa Chiara

La storia del Monastero è da sempre legata al casato dei Varano, e prende l´avvio dalla decisione di Giovanni Varano, nonno di Camilla, il quale, durante i lavori di ristrutturazione delle mura cittadine, pose a custodia delle porte della città alcune comunità religiose. Per questo motivo il 18 luglio 1384 istituì il Monastero di Santa Maria Nova - che solo successivamente fu dedicato a S. Chiara - affidandolo a 12 monaci olivetani.
Successivamente Giulio Cesare Varano farà trasferire i monaci per dare inizio ai lavori di ampliamento di quel Monastero che avrebbe ospitato la figlia prediletta, ormai lontana dal suo sguardo paterno perché entrata a far parte della comunità delle clarisse in Urbino. Il 4 gennaio 1484, infatti, insieme ad altre otto Sorelle provenienti dal Monastero di Urbino, Camilla Battista torna a Camerino, in obbedienza al Santo Padre. E sarà proprio lei a dare lustro al Monastero - del quale fu abbadessa per parecchi anni - vedendolo prosperare con l´arrivo di molte giovani desiderose di camminare nella via del Vangelo, seguendo fedelmente la forma di vita di Chiara d´Assisi. I suoi scritti mistici e la sua straordinaria esperienza umana e spirituale, attirarono su di lei l´attenzione di chi, in quel tempo di fermento e di ricerca di autenticità, voleva vivere con radicalità il Vangelo. Però, nella sua qualità di figlia del signore del luogo, Camilla Battista subì anche le conseguenze delle dolorose vicende che coinvolsero la sua nobile famiglia. Nel 1502, quando Camerino fu assediata dalle truppe di Papa Alessandro VI, la Beata dovette fuggire da Camerino. Cercò rifugio a Fermo, ma dovette proseguire per Atri, nell´allora regno di Napoli. Qui apprese la dolorosa notizia del massacro del padre e di tre fratelli. Essa poté far ritorno a Camerino solo nel 1503, con la restaurazione del governo dei Varano, dopo la morte di Alessandro VI. Inviata da Papa Giulio II nel 1505 al Monastero di Fermo per ristabilirvi la regolare osservanza, ritornò a Camerino un paio d´anni dopo. Nel 1522 si recò, per lo stesso motivo, anche al Monastero di San Severino Marche. Morì il 31 maggio 1524, probabilmente di peste. Il Monastero da lei fondato attraversò vicende molto dolorose: alcune epidemie di peste, con molte vittime, tra cui la stessa Beata. Successivamente, nel 1799, un violento terremoto distrusse quasi totalmente chiesa e monastero. Nel 1808 il Regio Demanio prese possesso del monastero, permettendo alle Sorelle di abitarlo, ma nel 1810 la comunità venne sciolta, e poté ricostituirsi solo dieci anni dopo. Mentre fino ad allora si era osservata la povertà assoluta della Regola di S. Chiara, per sollevare l´estrema miseria in cui le Sorelle erano venute a trovarsi, il Papa Pio VII volle dotare il monastero di beni stabili che furono, però, nuovamente usurpati dall´autorità civile nel 1861. Nel 1866 le clarisse ricevettero l´intimazione di lasciare il monastero per potervi collocare un ricovero e una scuola di ostetricia. Si ritirarono in pochi locali, cedendo i rimanenti al municipio. Nel 1896, le Sorelle riuscirono a stipulare regolare contratto di compravendita con il sindaco, ritornando così in possesso del loro Monastero. Durante la guerra 1915-18 il Monastero fu sequestrato e adibito a ospedale militare. Le Sorelle dovettero temporaneamente trasferirsi nel Monastero di S. Salvatore, ove rimasero dall´ottobre del 1917 al marzo del 1919. In questa lunga catena di contrarietà e disavventure, non mancarono parentesi di serenità e di vera esultanza con le visite al Monastero di ben due Pontefici: Gregorio XVI il 6 settembre 1841, e Pio IX l´11 maggio 1857. Il primo accolse benevolmente le istanze delle Sorelle al fine di ottenere il riconoscimento del culto alla Beata Battista e due anni dopo, il 7 aprile 1843, egli appose la firma al Decreto di Beatificazione, concedendo in suo onore l´Ufficio e la Messa. Pio IX venerò le sue spoglie e concesse l´indulgenza plenaria nel giorno della festa, il 2 giugno. L´autografo del Papa e la penna di cui si servì per stilarlo, sono conservati nel museo annesso al Monastero. Anche Paolo VI, quando ancora era il Card. Battista Montini, venne in visita alla beata, sua protettrice, con un gruppo di giovani della FUCI. Segnarono momenti di grande gioia anche le visite di diversi Ministri Generali dell´Ordine: P. Luigi Da Parma, P. Serafino Cimino, P. Leonardo Maria Bello e, da ultimo, quella di P. Josè Rodriguez Carballo. Altrettanti anelli d´oro nella storia del Monastero furono pure le tappe del culto della Beata Battista, delle quali oggi anche noi siamo testimoni. Il processo di canonizzazione, introdotto nel 1879, nel 2005 ha visto concludersi l´iter di approvazione fino ad arrivare al 12 luglio 2007 con la chiusura del processo diocesano per l´approvazione del presunto miracolo. Il 18 giugno 2009, la commissione medica vaticana ha dichiarato inspiegabile il miracolo dal punto di vista scientifico. Ora attendiamo il concistoro con il quale il Papa apporrà la firma definitiva per la canonizzazione. Oggi la comunità conta 5 Sorelle, di cui una novizia, tre delle quali provenienti dal Monastero di San Severino M. dal 21 novembre 2004, per rifondare la fraternità numericamente assai ridotta, per seguire i lavori di ristrutturazione del Monastero e della Chiesa danneggiati dal terremoto del 1997, ma soprattutto per mantenere vivo il culto alla Beata Camilla Battista Varano ed essere una presenza e una testimonianza autentica della bellezza di appartenere a Cristo, povero e crocifisso.

Programma del pellegrinaggio a Roma

La canonizzazione della beata Camilla Battista Varano è in programma domenica 17 ottobre 2010. Questi sono gli orari delle celebrazioni previste a Roma il 16-17 ottobre e in diocesi il 24 ottobre.

  • Sabato 16 ottobre, in preparazione alla canonizzazione, alle ore 18.30 nella chiesa di San Salvatore in Lauro a Roma, celebrazione solenne dei primi vespri della domenica XXIX del tempo ordinario, presieduti da S. Em.za Angelo Cardinal Comastri, alla presenza del Ministro Generale dei Frati Minori  OFM Fr. Josè Rodriguez Carballo, con i pellegrini della diocesi, i marchigiani residenti a Roma e tutto il mondo francescano.
  • Domenica 17 ottobre: in piazza S. Pietro, ore 10, S. Messa del solenne rito della canonizzazione presieduta dal Santo Padre Benedetto XVI
  • Domenica 24 ottobre, a Camerino, solenne celebrazione in ringraziamento per l’avvenuta canonizzazione.

Sono due le proposte di pellegrinaggio a Roma:

1) dal giorno 16 al 17 ottobre con pernottamento a Roma, per poter partecipare ai vespri solenni presieduti dal Cardinal Comastri;
2) dalla mattinata del 17 ottobre per la sola celebrazione in Piazza S. Pietro.

Nota Bene:

Coloro che pensassero di partecipare alla canonizzazione e agli altri momenti del pellegrinaggio dovranno avere un biglietto (pass) per entrare in piazza San Pietro per la celebrazione presieduta dal Papa. Per lo stesso biglietto, come pure per altro “materiale per i pellegrini” e per avere indicazioni utili, dovranno rivolgersi direttamente al Monastero.

Recapiti:

Monastero S. Chiara
clarissecamerino@tiscali.it
(tel. 0737/633305.)

Le proprie parrocchie di provenienza (per chi risiede nella diocesi di Camerino - S. Severino M.)

Ordine Francescano Secolare – Regionale
Responsabile per l’organizzazione: Maria Grazia 0737.83741   347.6789118

Ordine Francescano Secolare – Renacavata (Camerino)
Responsabile per l’organizzazione: Piergiorgio 338.1011548

Parrocchia  S. Salvatore in Lauro
Chiesa Regionale Piceni e Marchigiani
Piazza di San Salvatore in Lauro 15 - 00186 ROMA
tel. e fax 06-68.75.187
e-mail: SanSalvatoreinLauro@VicariatusUrbis.org
sito: http://www.vicariatusurbis.org
Settore Centro - Prefettura II - Rione Ponte - 1º Municipio

L’ARAZZO

santaL’arazzo ufficiale che rappresenta la Beata Camilla Battista Varano e che sarà esposto in piazza S. Pietro nel corso della solenne celebrazione della canonizzazione è stato realizzato dal pittore polacco Jezy Kumala.
Rappresenta la futura santa evidenziandone alcuni tratti caratteristici.
Inoltre con l’immagine dell’arazzo sono state realizzate delle gigantografie e dei manifesti distribuiti in tutte le parrocchie delle diocesi marchigiane, nei conventi dei frati e nei monasteri delle clarisse d’Italia. Lo scopo è quello di aiutare il popolo di Dio a familiarizzare con il volto della santa, per prepararci insieme alla canonizzazione.

L’arazzo rappresenta Camilla da Varano, che entrando nel monastero di Urbino nel 1481, divenne Sorella Povera di santa Chiara d’Assisi – come indica l’abito con cui è rappresentata – assumendo il nome di sr. Battista.

Il paesaggio in alto a destra che si vede come scorcio dietro la grata, ricorda la Rocca Varanesca in cui Camilla visse durante la sua infanzia e adolescenza. Qui si dilettava tra feste, balli e danze come ogni giovane nobile delle corti rinascimentali.

La corona, cifra delle sue nobili origini, che Camilla lascia cadere a terra, è il segno della sua scelta di abbandonare la vita e la logica della corte con i suoi sfarzi e la sua superficialità per seguire Cristo.

Questo stemma riproduce il blasone del casato dei Varano. Giulio Cesare, che finanziò la realizzazione del coro ligneo, volle fosse inserito tra le tarsie degli stalli. Sr. Battista, infatti, dopo aver lasciato il Monastero di Urbino per fondare la nuova comunità di Clarisse, appena giunta a Camerino, commissionò tale coro al Maestro Indivini.

Nella mano destra Camilla Battista stringe una piuma d’oca, ed è intenta a scrivere ricordare che ella è una scrittrice mistica. I libri sullo sfondo richiamano la sua profonda cultura umanistica che, sostenuta e alimentata da una intensa spiritualità, fece di lei una scrittrice memorabile le cui opere rimangono a tutt’oggi un punto di riferimento per studiosi e credenti.

Lo sguardo di Camilla Battista è rivolto al Crocifisso: è lui il centro della sua vita. Sarà proprio la contemplazione del cuore di Cristo e della sua Passione il fondamento di una delle sue opere più importanti:  “I Dolori mentali di Gesù”. Il Signore stesso le chiede di mettere per iscritto il frutto di quella rivelazione.

L’aureola è infine il segno del riconoscimento ufficiale, da parte della Chiesa, della santità di Camilla Battista. Riconoscimento che avverrà il 17 ottobre 2010 con la canonizzazione presieduta in Piazza S. Pietro dal santo Padre Benedetto XVI.

IL CAMERTE 2010

Domenica 26 dicembre alle ore 16,30 nel Teatro Comunale Filippo Marchetti, gremito di gente si è svolta la cerimonia di conferimento del premio ” IL CAMERTE 2010 “, organizzata dalla Associazione Turistica Pro-Camerino in collaborazione l’Assessorato alla Cultura della Città di Camerino.

Il premio, ideato ed organizzato dall’Associazione Turistica “Pro - Camerino” per la valorizzazione e la divulgazione dell’immagine di Camerino e della sua cultura in Italia ed all’estero, consistente in una riproduzione artistica del busto di Giulio Cesare da Varano, per la 13a edizione 2010 è stato assegnato all’ Ordine sorelle povere di S. Chiara nella persona della Madre Badessa Suor Chiara Laura Serboli come unanimemente deciso dall’apposita commissione d’esperti:

La proclamazione del vincitore de ” IL CAMERTE 2010 ” e la relativa motivazione è stata
ufficializzata nel corso della cerimonia di conferimento del premio, si sono meritato il premio perché con la intensa e qualificata laboriosità hanno fortemente contribuito a far conoscere a livello internazionale la nuova Santa Battista Camilla Varano e di conseguenza la città di Camerino ed il suo territorio in Italia e all’Estero; le altre due segnalazioni che si sono particolarmente distinte nella loro attività , contribuendo a far conoscere l’immagine e la cultura della Città sono:

- Roberto CAMBRIANI
- Dott.ssa Benedetta FERRETTI, direttrice U.O. di Oncologia ASUR 10 Marche

A loro sono state donate artistiche opere vincitrici di extempore di pittura e raffiguranti scorci e panorami della Citta’ di Camerino.

A seguire, alle ore 17,30 si è svolto il Concerto di Natale della Banda Città di Camerino.


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